IL BLOG SI TRASFERISCE

Trovate il mio nuovo blog qui:

Agave su BLOGSPOT

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http://agavedellecosevaganti.blogspot.it/

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Un angelo su Youtube

Breve intervista televisiva in cui presento il mio romanzo Di me diranno che ho ucciso un angelo, edito da Rizzoli.

 

…e con questo sarò riuscita finalmente a rovinarmi la reputazione? 😛

Agave

“Scrivere è il piacere profondo; essere letti è quello superficiale.”

Virginia Woolf

Ho sempre pensato che la somma Virginia avesse ragione anche questa volta, ma negli ultimi giorni, imbattendomi nelle prime, incantevoli recensioni al mio romanzo, mi accorgo che sì, scrivere è un piacere profondo, ma essere letta è una profonda condivisione.
Ed è un’esperienza ugualmente preziosa e unica.

Grazie a tutti quelli che hanno ucciso il mio angelo.

Agave

Un’immagine

” L’immagine della persona amata

lovelove1

cambia continuamente

lovelove2

e da essere immagine

lovelove3

diventa un senso.”

lovelove4

(Virginia Woolf)

Arrivederci

“In tristezza dobbiamo lasciarci, ma non nella disperazione. Guarda! Noi non siamo vincolati per sempre a ciò che si trova entro i confini del mondo, e al di là di essi vi è più dei ricordi.”

Queste sono le parole che Aragorn dice ad Arwen prima di morire, ed è con queste parole che voglio salutare un amico.

Perché io, di fronte alla morte, non so cosa dire.

Arrivederci, guerriero.

Agave,
e tutto il Writer’s Dream

Letterati: come riconoscerli

“Un poeta è la creatura meno poetica che esista.”
(Oscar Wilde)

Hanno una Moleskine
Leggono libri, tanti libri
soprattutto classici
e soprattutto classici russi
Scrivono i propri pensieri
Scrivono libri
Dicono sempre che è meglio il libro del film che ne è stato tratto
Sono strani
Fanno discorsi per citazioni
Fanno discorsi per citazioni latine e greche
Scrivono in rime nei messaggi
Scrivono in terzine dantesche nei messaggi
Hanno un blog (gli esibizionisti)
Hanno un diario segreto (i timidi)
Hanno entrambi (i confusi)
Fumano Lucky Strike
Hanno almeno un amico immaginario
Suonano uno strumento
Sono convinti che la poesia salverà il mondo, ma nessuno salverà i poeti
Non sanno fare elenchi
Disdegnano la letteratura moderna
Sono egocentrici
Amano Italo Calvino
Vorrebbero abbracciare George R.R. Martin
Vanno a teatro
Vanno ai cineforum di interesse culturale
Si perdono sempre
Non sanno organizzarsi
Dividono il mondo fra quelli che sono Letterati e quelli che non lo sono
In una canzone, ascoltano più il testo della musica
Si drogano pesantemente di parole
Odiano le parole “Scienze umanistiche”
Odiano gli ingegneri (come tutti, del resto)
Si sento controcorrente
Si compiacciono di essere incompresi
Scrivono lettere – a mano
Frequentano Lettere moderne con orgoglio
Pensano di appartenere a un’epoca diversa (‘800 di solito)
I veri Letterati amano Virginia Woolf
Leggono tutti i libri del proprio autore preferito
Sottolineano (a matita) le loro frasi preferite nei libri
Disprezzano i lettori e-book
Stanno facendo il test per vedere quanto sono Letterati
Rimangono delusi se non lo sono abbastanza
Conoscono a memoria brani della Divina Commedia
Non guardano la televisione
Leggono e traducono le iscrizioni latine nelle chiese
Correggono gli altri se commettono errori grammaticali
Sono incapaci nelle attività manuali
Si innamorano dei personaggi dei libri
Hanno qualche difficoltà nel relazionarsi con il mondo concreto al di là dei loro sogni.

Agave

Ritratto della mia bambina

«La mia bambina con la palla in mano,
con gli occhi grandi colore del cielo,
e dell’estiva vesticciola: “Babbo
– mi disse – voglio uscire oggi con te”.
Ed io pensavo: Di tante parvenze
che s’ammirano al mondo, io ben so a quali
posso la mia bambina assomigliare.
Certo alla schiuma, alla marina schiuma
che sull’onde biancheggia, a quella scia
ch’esce azzurra dai tetti e il vento sperde;
anche alle nubi, insensibili nubi
che si fanno e disfanno in chiaro cielo;
e ad altre cose leggere e vaganti.»

Questa poesia, che dà anche il titolo al blog, mi è stata dedicata da mio padre l’11 ottobre 2009, giorno del mio diciottesimo compleanno. Mi è tornata in mente qualche giorno fa, a tre anni di distanza, e mi sono accorta che molte persone, nella mia vita, mi vedono ancora così.
Per mio padre sono ancora una nuvola vestita d’azzurro, immersa in viaggi reali o immaginari, che scivola sopra alle cose del mondo senza toccare nulla, leggera e vagante.
Io, invece, mi accorgo che forse ero così qualche tempo fa, ma adesso è diverso.
A volte mi sembra di essere pioggia, di scivolare verso il basso, attirata da pensieri troppo pesanti.
E a volte, soprattutto quando scrivo, mi sembra di essere aria, senza corpo né sostanza, libera da qualsiasi legame.

Ma per mio padre so che rimarrò per sempre una bambina, una nuvola vagante, abbastanza vicina alla terra per vederne la bellezza, abbastanza libera per sorridere al cielo.

Agave

Immagine

Perché si studia latino?

Preparando l’esame di latino che darò a settembre, leggendo Seneca (lettera 35 a Lucilio), trovo questo pensiero:

“Ora tu mi ami, ma non mi sei veramente amico.
‘Forse che queste due cose sono diverse?’
Certo, e non si somigliano affatto. Chi è amico, ama; ma chi ama non è sempre amico.
L’amicizia giova sempre; l’amore, a volte, può far male.”

E poi:

“È vero che, anche quando si è lontani, quelli che amiamo ci danno motivo di gioia, ma essa è lieve e fugace.

Invece il loro aspetto, la loro presenza, la loro conversazione danno un senso di vivo piacere […]. Perciò fammi un grande dono: quello della tua presenza. […]
Affréttati a venire da me, ma prima sii con te stesso.”

È strano ritrovare nelle parole di un uomo vissuto anni fa qualcosa di mio.
E probabilmente è per questo che si studia ancora latino (così come si studia la letteratura, così come si leggono ancora libri): trovare qualcosa di nostro in parole altrui ci fa sentire meno soli e più completi.

Non siamo ipocriti: sappiamo tutti e due (io che scrivo e tu che leggi) che preferirei passare il sabato mattina a fare altro piuttosto che stare a tradurre Seneca.
Ma poi, traducendo, vengo illuminata da frasi del genere e penso che, tutto sommato, poter studiare latino è anche una fortuna, perché questo vecchietto vissuto duemila anni fa può farmi intuire qualcosa sul vero volto del mio presente.

Agave

Sei il colore dei miei ricordi, la perla del mio presente.
Sei tutte le parole
che non ho ancora scritto.

Immagine

Persone…

“Ma se vuoi andartene puoi farlo.
Io mi ricorderò di te.
Io mi ricordo di tutti quelli che se ne vanno.”

Persone che se ne vanno…
Persone che indugiano lì, a bordo pagina, a volte scrivono qualche frase, a volte solo un capitolo, ma ormai non fanno più parte delle pagine della nostra vita.
Persone distratte, vaganti, casuali…
Persone che puoi solo sfiorare…
Persone che, anche quando se ne sono andate, restano. Come cicatrici, dopo un po’ non fanno più male, ma non riesci mai a dimenticare del tutto la loro assenza.

Agave

Immagine

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