“Scrivere è il piacere profondo; essere letti è quello superficiale.”

Virginia Woolf

Ho sempre pensato che la somma Virginia avesse ragione anche questa volta, ma negli ultimi giorni, imbattendomi nelle prime, incantevoli recensioni al mio romanzo, mi accorgo che sì, scrivere è un piacere profondo, ma essere letta è una profonda condivisione.
Ed è un’esperienza ugualmente preziosa e unica.

Grazie a tutti quelli che hanno ucciso il mio angelo.

Agave

Letterati: come riconoscerli

“Un poeta è la creatura meno poetica che esista.”
(Oscar Wilde)

Hanno una Moleskine
Leggono libri, tanti libri
soprattutto classici
e soprattutto classici russi
Scrivono i propri pensieri
Scrivono libri
Dicono sempre che è meglio il libro del film che ne è stato tratto
Sono strani
Fanno discorsi per citazioni
Fanno discorsi per citazioni latine e greche
Scrivono in rime nei messaggi
Scrivono in terzine dantesche nei messaggi
Hanno un blog (gli esibizionisti)
Hanno un diario segreto (i timidi)
Hanno entrambi (i confusi)
Fumano Lucky Strike
Hanno almeno un amico immaginario
Suonano uno strumento
Sono convinti che la poesia salverà il mondo, ma nessuno salverà i poeti
Non sanno fare elenchi
Disdegnano la letteratura moderna
Sono egocentrici
Amano Italo Calvino
Vorrebbero abbracciare George R.R. Martin
Vanno a teatro
Vanno ai cineforum di interesse culturale
Si perdono sempre
Non sanno organizzarsi
Dividono il mondo fra quelli che sono Letterati e quelli che non lo sono
In una canzone, ascoltano più il testo della musica
Si drogano pesantemente di parole
Odiano le parole “Scienze umanistiche”
Odiano gli ingegneri (come tutti, del resto)
Si sento controcorrente
Si compiacciono di essere incompresi
Scrivono lettere – a mano
Frequentano Lettere moderne con orgoglio
Pensano di appartenere a un’epoca diversa (‘800 di solito)
I veri Letterati amano Virginia Woolf
Leggono tutti i libri del proprio autore preferito
Sottolineano (a matita) le loro frasi preferite nei libri
Disprezzano i lettori e-book
Stanno facendo il test per vedere quanto sono Letterati
Rimangono delusi se non lo sono abbastanza
Conoscono a memoria brani della Divina Commedia
Non guardano la televisione
Leggono e traducono le iscrizioni latine nelle chiese
Correggono gli altri se commettono errori grammaticali
Sono incapaci nelle attività manuali
Si innamorano dei personaggi dei libri
Hanno qualche difficoltà nel relazionarsi con il mondo concreto al di là dei loro sogni.

Agave

“Non ci sono restrizioni nel numero delle dosi e nei tempi di somministrazione di un’emozione nuova. Non ci sono freni alle possibilità. Per questo non c’è limite alle prime volte. Mai.
Le prime volte: confini da superare, frontiere da valicare, sulla pelle o con la fantasia.”

L’antologia è acquistabile sul sito di Mondoscrittura: Mondoscrittura, Le prime volte

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TITOLO: LE PRIME VOLTE
AUTORE: AUTORI VARI
EDITORE: MONDOSCRITTURA
GENERE: ANTOLOGIA DI RACCONTI
PAGG: 169
ISBN: 978-88-97960-01-0
PREZZO: EURO 9,50

Tra i racconti di questa antologia ce n’è anche uno mio, intitolato “Fantasmi e calze a rete”.
Non sono brava a presentare i miei scritti. Quindi, mi faccio aiutare dalle parole del mio “gatto”. 😛

Un uomo e una donna a bordo di un treno iniziano un viaggio lento e quasi fuori dal tempo che li porta a perdere la cognizione di ciò che sta attorno a loro, ricadendo nel profondo di se stessi.
Il viaggio è senza una meta precisa e il passato è pesante, ma la vista del mare (specchio di un’immensità che abbiamo dentro e con la quale dobbiamo fare i conti) spalanca davanti a loro un futuro nuovo, come se solo lasciando alle spalle ciò che è stato si possa cominciare a vivere per la prima volta.

Agave

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[Recensione] La vita fa rima con la morte

“Oggi siete l’uno oggetto della lettura dell’altro,
ognuno legge nell’altro la sua storia non scritta”
Italo Calvino

La citazione è tratta da Se una notte d’inverno un viaggiatore, e non per niente questa frase è anche il sottotitolo di questo blog.
Credo che ogni persona abbia scritto in faccia la propria storia non scritta. La storia di qualcuno è più leggibile (vedi un volto e riesci a indovinare ogni sorriso che quel volto ha regalato); la storia di altri è più difficile da decifrare. Ed è qui che interviene la fantasia. Ed è questo che permette agli scrittori di scrivere.
Tutti gli scrittori (da Calvino a Oz a ben-più-modestamente me) sono stati ispirati da storie che hanno letto tra le righe di sorrisi sconosciuti.
Il bel romanzo di Amos Oz entra nella testa di uno scrittore, delineando l’affascinante passaggio tra ciò che accade davvero e ciò che accade solo nell’immaginazione.

immagine recensioni

Il protagonista de La vita fa rima con la morte è, appunto, uno scrittore che tiene una conferenza sul suo ultimo libro. Mentre il noioso e pomposo responsabile della Casa della Cultura presenta il libro, lo scrittore esamina i presenti. E di qualcuno di loro comincia a immaginarsi la storia.
Poi, finita la conferenza, lo scrittore compierà delle azioni e dei gesti che spesso entrano in contraddizione con se stessi, perché sono per metà accaduti, e per metà immaginati.
Entrambi gli aspetti, fantasia e realtà, si compenetrano, al punto che non è possibile distinguerli e entrambi, anziché contrastarsi, si valorizzano a vicenda. E, anzi, viene il sospetto che la fantasia senza la realtà perda valore, e viceversa. Infatti, la conferenza senza  non avrebbe nulla di particolare senza il viaggio mentale dello scrittore, e il viaggio mentale dello scrittore non sarebbe così intrigante se non venisse il dubbio, al lettore, che possa essere accaduto davvero.
La bellezza di questo romanzo deriva, quindi, non dal contrasto netto tra fantasia e realtà, ma dalla scintilla che entrambe producono quando vengono fatte agire in un unico tempo, come una scintilla viene prodotta dalla sincronia di due pietre focaie.
E le “storie non scritte” non si distinguono più dalle “storie reali”, e tutto quanto il racconto rimane sospeso in quel limbo incantato di realtà e fantasia che è la mente di ogni scrittore.

Agave

La felicità è il singhiozzo dopo che è passato

“La felicità è accarezzare un cucciolo caldo, è stare a letto mentre fuori piove,
è passeggiare sull’erba a piedi nudi, è il singhiozzo dopo che è passato.”

Questo secondo Charlie Brown.
Invece, per la serie “pensieri sparsi”, ecco le mie pagine di felicità.

Le parole scritte.
Le parole dette guardandosi negli occhi.
Le parole che parlano di storie non scritte.

Viaggiare.
Viaggiare senza meta.
Viaggiare solo per la bellezza di tornare a casa.

I treni che ho preso.
I treni che ho perso.
Il rassicurante rumore dei treni che passano di notte vicino a casa mia.

I ricordi belli.
I ricordi forti.
Sapere di essere rimasta nei ricordi di qualcuno.

Leggere.
Scrivere.
Piangere di fronte a qualcosa di troppo bello.

Una chitarra.
Una chitarra che suona.
Una chitarra che suona una canzone dedicata a me.

Conoscere.
Conoscere persone nuove.
Scoprire qualcosa di nuovo in vecchie conoscenze.

I miei amici.
Il mare.
Andare al mare con i miei amici (e fare “bagni di mezzanotte” alle due del mattino).

Pavia.
Pavia il mercoledì sera.
Pavia il giovedì mattina, dopo averla percorsa in lungo e in largo per tutta la notte prima.

Qualche bacio che ricorderò.
Tutti gli abbracci della mia vita.
L’espressione di un caro amico quando, dopo esserci persi di vista, ci ritroviamo.

– Agave

Le cose vaganti

“Ed ora, con un certo piacere, noto che sono le sette e che devo preparare la cena. Merluzzo e salsicce! Credo che scrivendone ci si renda in qualche modo padroni del merluzzo e delle salsicce.”

Virginia Woolf

Ormai da dieci anni tengo un diario nel quale ho spesso tentato di catturare con l’inchiostro pensieri e persone, ma quasi tutto quello che tento di afferrare mi sfugge.
Quasi.
Perché a volte riesco ad acchiappare qualcosa.

Ed è così che nasce l’idea di questo blog.
Ogni post comincerà o finirà con una citazione, una piccola “cosa vagante” che sarò riuscita a catturare abbastanza a lungo per ricamarci attorno.

Troverete pensieri sparsi, recensioni di film, di libri (tanti libri) e di canzoni.
E spero che tutto questo possa, per qualche momento, catturare anche voi.

Agave

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